Tre coppie di trombamici spiegano come fare le cose per bene

EYM

Il sesso è sempre stato uno dei piaceri della vita, spesso però la natura umana ama complicarsi anche quella che sarebbe una cosa semplicissima.

Ma cosa succederebbe se riuscissimo a fare sesso senza legami? Per saperlo abbiamo selezionato i racconti erotici di tre coppie che sostengono di esserci riusciti. Cosa vuol dire

essere a tutti gli effetti “trombamici”?

HANS E GRACE

Ciao, raccontatemi come vi siete conosciuti.
Hans: Su Tinder, direi due anni fa!

E dopo quanto avete fatto sesso la prima volta?
Grace: Questa è una buona domanda, forse dopo la seconda uscita? Ci eravamo visti in una discoteca.

Avevate parlato delle vostre intenzioni, o è successo e basta?
Grace: È andata così e basta, senza bisogno di parlarne.
Hans: Non era una cosa da trombamici stabili, semplicemente ci vedevamo ogni tanto nel weekend per scopare, magari ogni due settimane o anche ogni mese.

Ok, e ora quanto spesso vi vedete?
Grace: A un certo punto dormivo spesso da lui perché viveva vicino a dove uscivo, ed era molto più comodo che andare a casa.
Hans: Spesso ci vedevamo i venerdì.

E siete rimasti amici? Nel senso, non avete mai cominciato a provare qualcosa per l’altro?
Hans: Ci sono state un po’ di conversazioni tese, ma mai abbiamo provato sentimenti totalizzanti. Adesso siamo super buoni amici.
Grace: Sì, a un certo punto io ho tirato su qualche casino, ma poi ce lo siamo fatto passare con una sbronza.
Hans: Ora siamo amici, stiamo a dormire insieme anche senza scopare.
Grace: Esatto, ora usciamo ma senza finale a sorpresa.

Non è mai stato “strano”?
Grace: No, direi di no.
Hans: Per niente. Anche quando entrambi uscivamo con altre persone. Ci ridevamo su.

Davvero? Non eravate nemmeno un po’ gelosi?
Hans: Basta fare finta che quel sentimento non ci sia.
Grace: Onestamente, lui se ne è andato per sei mesi a un certo punto, quindi qualunque sentimento potesse esserci se ne è andato. Quando è tornato è diventato anche amico dei miei amici, e in un attimo eravamo amici anche noi.
Hans: Sì, sono d’accordo con Grace. Prima che io partissi, i nostri amici si conoscevano un po’, ma poco. Quando sono tornato eravamo diventati tutti amici, siamo andati a un festival in Croazia tutti insieme. Perciò alla fine, dopo due anni di trombamicizia, siamo diventati amici.

Pensate che a tenervi legati sia stato il sesso, o il fatto di sapere che ci fosse qualcuno da cui poter tornare?
Grace: Be’ sì, sicuramente a volte io andavo da lui solo per farmi coccolare.

Perciò se doveste dare un consiglio a chi vuole mantenere una trombamicizia, è di lasciar cadere nel vuoto i sentimenti e bere un sacco?
Grace: Sempre lasciar cadere i sentimenti nel vuoto.
Hans: Ed essere sempre rispettosi!
Grace: Sì, sapere cosa fa o pensa davvero l’altro aiuta molto.
Hans: Ed essere in grado di gestire la distanza, che per noi era più facile perché vivevamo davvero ai due capi opposti della città. Ma sì, l’importante è non farsi prendere dai sentimenti e sfasciarsi insieme.

PATRICK E SAM

Come vi siete incontrati?
Sam: È successo a una serata universitaria, non mi ricordo chi ha parlato per primo a chi, ma siamo tornati a casa insieme. Te lo racconta Patrick.
Patrick: Ci siamo incontrati nella zona fumatori di un locale. Le ho chiesto un accendino per rompere il ghiaccio.
Sam: Era una serata bella pesante. Comunque lui stava più fatto di me.
Patrick: Ero molto ubriaco, sì.
Sam: Alla fine ha vomitato nel mio lavandino e io l’ho spedito a casa.

Quindi non è quel giorno che siete andati a letto tu le hai vomitato nel bagno e basta, Patrick?
Sam: L’ho mandato a casa e poi ho dovuto pulire il vomito nel lavandino. È stata una notte molto lunga. Dio sa perché gli ho parlato di nuovo, ma l’ho fatto. Patrick, ti ricordi la nostra prima volta?
Patrick: Sei stata tu a cercarmi qualche settimana dopo.

Com’è andata?
Patrick:
È successo in modo del tutto naturale. Ci siamo divertiti. È rimasta sorpresa da quanto fossi bravo; mi ha detto, “Non pensavo che fossi così bravo!”
Sam: Oh mio dio, era necessario scendere nei dettagli?
Patrick: Direi!

E la mattina dopo cosa avete fatto, ne avete parlato e avete deciso di lasciarla una cosa “una volta ogni tanto”, o avete lasciato aperte tutte le opzioni?
Sam: Entrambi abbiamo pensato, “Vediamo come va.” Penso lo sapessimo. Se ben ricordo io me ne sono andata senza dire niente prima che lui si alzasse.
Patrick: Sì, è andata così, lei non è rimasta molto il giorno dopo. Non ricordo se l’ho vista andarsene o meno.
Sam: Mi sono vestita al buio, me lo ricordo.

Perché così schiva?
Patrick: Esatto, perché?
Sam: Onestamente, è già tanto che sia rimasta tutta la notte. Di solito non ci resto proprio, soprattutto se uno è coccolone come Patrick. Era come un bambino.

Poi cos’è successo? Quanto spesso vi vedevate?
Sam: Spesso, soprattutto dopo le notti brave, non saprei, una volta alla settimana? Più o meno, dipendeva un po’ da cosa avevamo da fare. Ma ci andava bene, non abbiamo mai litigato perché uno doveva vedere altre persone, eravamo molto tranquilli, anche se le mie coinquiline lo sapevano.

Non avete mai avuto sentimenti in gioco?
Sam: Ah, questo voglio proprio saperlo, non ero abbastanza per te, Patrick?
Patrick: Be’, è una ragazza molto bella e sa esattamente quello che vuole. Ma eravamo entrambi delle anime nomadi e ci andava bene così. Se ci fossimo messi insieme, oggi non saremmo qui a parlarne.

Non è mai successo niente di imbarazzante, o strano?
Sam: Una volta ho baciato un suo coinquilino; non mi ricordo bene cosa è successo ma il giorno dopo quel ragazzo mi ha mandato dei messaggi, cercava di flirtare. Pat ha ignorato la mia esistenza per settimane. L’ho preso da parte una sera che ci siamo visti in discoteca, e lui mi ha detto una cazzata, mi ha detto che il suo telefono era rotto. Ma alla fine mi ha perdonato mentre ero in viaggio a Parigi una mattina mi sono svegliata e c’era un suo messaggio.
Patrick: E poi solo un’altra volta.
Sam: Che altra volta?
Patrick: La volta che sono venuto da te, e tu non ricordo per quale motivo mi hai lanciato il cellulare dalla finestra.
Sam: Sì! È stato dopo che eravamo andati a vedere Carnage. Volevo solo che stessi zitto e mi lasciassi dormire! E tu continuavi a dirmi cose senza senso. Ero incazzata nera. Gli ho detto di andarsene ma lui stava lì, a mandare messaggi. La prima volta ho lanciato il telefono contro il muro, poi fuori dalla finestra. La volta dopo che ci siamo visti era tutto a posto, però. Siamo anche andati a casa insieme. Patrick si presentava spesso ubriaco a casa mia. Ti ricordi di quando mi hai chiamato ubriaco e siamo finiti a vedere Il libro della giungla e ci siamo addormentati?
Pat: Sì!

Bello. Ma come avete fatto a evitare che diventasse una cosa seria?
Sam: Be’ entrambi avevamo anche altre storie. Diciamo che dividere l’attenzione è sempre un buon metodo.

Che consigli dareste a chi vuole avere una relazione di successo come la vostra?
Sam: Fatelo solo con persone con cui potreste essere amici. State rilassati, e prendetela sempre con ironia. Non fate gli stronzi. E ricordatevi: un giorno potrebbe essere una bella storia da raccontare.
Patrick: Sì, e siate sinceri. Non fate cose stupide.

MITCH E STEPHANIE

Mitch: Ci siamo incontrati a un colloquio di gruppo per un posto in una società di gestione degli impianti. C’era più posti disponibili per lo stesso ruolo. Ed entrambi li abbiamo ottenuti. Steph era l’unica ragazza giovane al colloquio, quindi abbiamo stretto amicizia in fretta.
Stephanie: Da quel momento, spesso mi portava il pranzo. Sua madre gli prepara piatti incredibili.
Mitch: La prima volta che lo abbiamo fatto, era alla festa di Natale dell’ufficio.
Stephanie: Abbiamo scopato nello sgabuzzino.

E cosa è successo il giorno dopo? Anzi, forse è il caso di chiedervi cosa è successo subito dopo.
Mitch: Siamo andati a bere una cosa. E abbiamo pensato che fosse divertente continuare ancora un po’ a fare quello che avevamo fatto, diciamo tutta la notte.
Stephanie: E lo è ancora!
Mitch: Ne abbiamo parlato credo due giorni dopo, e di comune accordo abbiamo deciso che doveva rimanere la cosa di una volta. Ma ci siamo ricascati qualche mese più tardi.

Solo una volta?
Mitch: Sì, un’altra volta. Anche se credo che quella notte l’avremo fatto otto volte.

Ottima prestazione, ragazzi. Complimenti.
Mitch: Quella volta siamo stati svegli tutta la notte a farlo. Una maratona. Ci mancava poco che ci venisse un infarto.
Stephanie: Mi sembra che il giorno dopo ci siamo dati malati entrambi, giusto?
Mitch: Esatto.
Stephanie: L’abbiamo rifatto altre due volte la mattina, e poi lui mi ha portato a casa.

Bellissimo. Alla fine uno dei due ci è rimasto sotto?
Stephanie: Io, ma solo per la cucina di sua madre.
Mitch: Nemmeno lontanamente.
Stephanie: No, io nel frattempo “vedevo” sempre qualcun altro.

Chi vedevi?
Stephanie: Qualche stronzo.

Capisco. Quindi non ci sono mai state situazioni imbarazzanti?
Mitch: No, non è stato affatto imbarazzante—abbiamo continuato a vederci ogni giorno al lavoro. E anzi, siamo diventati colleghi migliori!
Stephanie: Mitch è stato promosso. Sono stata un’ottima motivatrice; credo nelle sue capacità di portare sempre il lavoro a casa.

Ma come siete riusciti a mantenere una relazione di questo tipo?
Mitch: Lascio che risponda lei.
Stephanie: Avevamo 20 e 21 anni la prima volta che lo abbiamo fatto, ed entrambi volevamo farlo anche con altre persone. Eravamo diventati così complici che cercavamo i match giusti su Tinder. Tra noi non è mai stata una cosa seria. E, a essere sincera, mi piace troppo il sesso per legarmi a un’altra persone.

Qual è il consiglio che dareste a una coppia di trombamici in erba?
Mitch: Il sesso a caso va benissimo. Non c’è bisogno di pentirsene o roba del genere, perché alla fine è solo sesso.
Stephanie: E, se possibile, fatelo nello sgabuzzino delle scope.

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